You are currently viewing Home Assistant e ZigBee: orientiamoci

Home Assistant e ZigBee: orientiamoci

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Home Assistant
  • Commenti dell'articolo:29 commenti
  • Ultima modifica dell'articolo:3 Maggio 2021

In questo articolo introdurrò la tecnologia ZigBee e come utilizzarla al meglio in Home Assistant facendo le scelte preliminari migliori. Non descriverò (ancora) configurazioni o argomenti tecnici ma i criteri per effettuare le valutazioni che determinano le scelte che condizioneranno l’uso di questa tecnologia in Home Assistant.

Prenditi un po’ di tempo per effettuare le scelte migliori per la tua situazione ed iniziare col piede giusto.

ZigBee

Nato intorno al 2004 ed originariamente adottato principalmente nell’ambiente industriale, sempre più utenti, oggi, si stanno dotando di dispositivi che comunicano tramite ZigBee nelle proprie case grazie ad un’offerta che diventa sempre più ricca. Tali dispositivi, infatti, hanno dei notevoli vantaggi, se comparati con quelli Wifi, nell’applicazione della domotica. Tali vantaggi possono essere riassunti così:

  • Copertura automaticamente estesa grazie alla rete a maglie, più nota come rete mesh. Ogni dispositivo alimentato, infatti, funziona anche da router, ovvero instrada i messaggi da e per i dispositivi che non riescono a raggiungere il resto della rete.
  • Il protocollo di funzionamento è molto più orientato a brevi messaggi a bassa latenza, proprio quello che ci serve per la domotica.
  • Il consumo per le comunicazioni, essendo essenzialmente connectionless, è molto inferiore. I dispositivi a batteria ZigBee hanno infatti una batteria più piccola e una durata maggiore della controparte Wifi.

Ci sono però anche degli svantaggi:

  • I produttori tendono a considerare ZigBee un protocollo “chiuso”, creando un ecosistema di bridge, dispositivi ed App che funziona solo con dispositivi di quel produttore specifico, al contrario del Wifi dove ogni dispositivo è interoperabile out of the box.
  • ZigBee è uno standard (promosso dalla ZigBee Alliance e basato sulla specifica IEEE 802.15.4) ma la minore adozione rispetto ai dispositivi Wifi e la personalizzazione dei produttori ha generato dei comportamenti non sempre uniformi allo standard, rendendo più difficile l’integrazione dei dispositivi.
  • Le frequenze di funzionamento nella maggior parte del mondo (compresa l’Europa) sono completamente sovrapponibili al Wifi. Potrebbe risultare quindi un po’ complicato far convivere entrambi i sistemi, specie considerando le reti wifi dei vicini…

Iniziamo ad orientarci

Riprendendo gli svantaggi sopra descritti, facciamo un esempio pratico.
Se acquisto delle lampadine smart Ikea TRÅDFRI, dovrò necessariamente acquistare il Bridge TRÅDFRI, gestito con l’app di Ikea e interoperabile solo con altri prodotti Ikea TRÅDFRI. Se nell’offerta di Ikea non troverò un altro tipo di dispositivo ma un altro produttore lo commercializzasse non avrei modo di farlo funzionare nella stessa rete. La stessa cosa vale per la maggior parte degli altri produttori.

Ad aiutarci ci sono però dei dispositivi alternativi ai bridge dei singoli produttori che permettono di far funzionare nella stessa rete ZigBee dispositivi eterogenei di produttori differenti. Il vantaggio di tali dispositivi, generalmente chiamati “chiavette ZigBee” (che è un po’ riduttivo), è anche quello di non utilizzare alcun tipo di cloud, laddove i bridge dei produttori ne fa invece ampio uso. Possiamo immaginarli, con un po’ di licenza poetica, come degli Access Point del mondo Wifi, con la differenza che ce ne può essere uno soltanto per rete, con ZigBee (per estendere la copertura vedremo nell’articolo che seguirà come fare).

Usando un coordinator di questo tipo, quindi, potremo utilizzare una lampadina Ikea, una Philips Hue, una presa comandata Xiaomi, i sensori Aqara e così via. Tutti nella stessa rete e controllati dal nostro hub di domotica, nel nostro caso specifico parliamo di Home Assistant.

Diventa quindi naturale voler utilizzare questi dispositivi per la propria casa. Ma al momento di scegliere quale adottare per gestire i dispositivi ZigBee con il nostro Home Assistant, ci si imbatte però in due scelte, parzialmente correlate:

  • Quale coordinator scegliere
  • Quale integrazione utilizzare per collegarlo ad Home Assistant

La scelta del coordinator zigbee

Al momento in cui scrivo, seguendo l’esperienza dei gruppi dedicati ad Home Assistant, i coordinator più noti e diffusamente utilizzati a disposizione sono di due tipi:

  • quelli di Dresden Elektronik, ovvero la ConBee II (usb) o la RaspBee II (per Raspberry Pi). Numero massimo di dispositivi direttamente connessi possibili: 200 (qui la traccia)
  • quelli basati sui chip cc25xx. Precedentemente diffusi i cc2531 sono ora preferibili chip più moderni come il cc2530 o meglio il cc2538 con amplificazione segnale grazie al cc2592. Spesso sono autoprodotti o creati da utenti esperti che le vendono e per questo se ne trovano di diverse varianti, le più interessanti sono:
    • chiavette USB con antenna integrata oppure con antenna esterna. In particolar modo la seconda soluzione ha chiaramente una portata maggiore e può gestire “oltre 100 dispositivi direttamente connessi
    • schede HAT da collegare a Raspberry Pi, anche Pi Zero W. Questa interessante soluzione ha due vantaggi: non occupa la porta USB e permette, volendo, di avere un hub ZigBee staccato usando un PiZeroW con l’hat, connesso in wifi e posizionato centralmente alla propria casa. Questo hub comunicherà poi con Home Assistant via MQTT (usando Zigbee2MQTT) o via ser2net (usando ZHA). Può gestire sempre “oltre 100 dispositivi direttamente connessi
  • Sonoff ZBBridge è un box alimentato che si collega in wifi. Ha il vantaggio di poter essere posizionato lontano da Home Assistant e sembra funzionare bene. Va flashato il firmware Tasmota prima di poterlo usare, però. Numero massimo di dispositivi direttamente connessi possibili: 32 (scritto nella pagina prodotto cliccando sul relativo link sopra)

La scelta tra queste soluzioni è una questione di preferenza personale. La Conbee II è una soluzione commerciale pronta all’uso che ha una grande azienda alle spalle che la manutiene e ne aggiorna il firmware risolvendo i problemi eventualmente riscontrati. Il firmware si aggiorna collegando la chiavetta via USB al PC o dal Raspberry in modo un po’ più complesso.

L’hardware autoprodotto è più “un’avventura” e ci si basa su dei firmware open source presenti su github, per caricarli serve normalmente un collegamento fisico con JTAG e i vari tool del caso (con eccezioni). Esistono inoltre dei maker che progettano delle ottime soluzioni e le vendono nei gruppi dedicati in Facebook. Si trovano quindi anche da acquistare già pronte delle validissime board fatte e finite.

Senza che me ne venga in tasca nulla segnalo alcuni dispositivi prodotti e venduti da Giovanni Castania che trovate nel gruppo facebook Home Assistant Italia, il quale progetta, produce e vende dei coordinator molto apprezzati da chi li ha provati, motivo per cui ritengo possano essere un buon consiglio in alternativa alla ottima Conbee II:

Precedentemente i coordinator basati su CCxxxx con firmware ZStack 3 erano considerati “sperimentali” da ZHA che da qualche tempo, però, li annovera tra i device ufficialmente supportati. Nessuna remora quindi nello scegliere questi dispositivi.

La scelta del coordinator è però legata a doppio filo a…

La scelta dell’integrazione zigbee in Home Assistant

Esistono infatti, al momento in cui scrivo, tre diverse integrazioni usabili per collegare Home Assistant alla rete ZigBee tramite un coordinator (in ordine decrescente di diffusione):

La scelta è piuttosto importante in quanto cambiarla significherebbe eliminare l’integrazione, i dispositivi e tutte le entità da Home Assistant per poi dover rifare il pairing di tutti i device con la nuova integrazione. Meglio prendere il toro per le corna prima di avere tanti dispositivi!

Diciamo subito che Phoscon / Deconz è la scelta preferita di chi inizia utilizzando la chiavetta ConBee in quanto è la soluzione ufficialmente fornita dal produttore ma è compatibile SOLO con i propri coordinator ConBee / RaspBee.

Premetto che i criteri di scelta di un’integrazione o dell’altra rientrano nella sfera delle preferenze personali e possono variare in base all’esigenza. Non c’è una scelta ovvia, giusta o una delle integrazioni che trova d’accordo tutta la comunità. Quello che segue, quindi, è il mio personale punto di vista e la mia personale valutazione. Vi invito a leggerla, valutarla e trarne degli spunti di ragionamento autonomi per prendere una decisione consapevole, priva di pregiudizi o di “fan tutti così”.

Segue quindi la mia personale analisi delle tre integrazioni dove, prima di elencare quali sono i pro e contro secondo me, mostro qual è il percorso dell’informazione a partire dal coordinator fino ad arrivare ad Home Assistant in quanto ci sarà utile per farne un ragionamento conclusivo in seguito.

Phoscon / Deconz

La prima integrazione che prendiamo in analisi è Phoscon / Deconz, la soluzione inclusa come add-on ufficiale manutenuto da Home Assistant e rilasciato da Dresden Elektronik. Ricordo che questa integrazione è compatibile solo con coordinator di tipo ConBee e RaspBee.

Elenco (non ufficiale ed esaustivo) dei dispositivi testati e funzionanti con Deconz

Percorso dell’informazione ricevuta dal coordinator fino ad arrivare ad Home Assistant con Phoscon / Deconz
Vantaggi:
- Soluzione ufficiale del produttore di Conbee/Raspbee
- Interfaccia semplice da usare
- Funzioni semplicemente mappabili: interruttori / luci con supporto dimmerabilità
- Mappa network chiara su Deconz collegandosi con VNC
Svantaggi:
- A diversi utenti risulta poco stabile, perdendo ogni tanto dispositivi dal network!
- Doppia configurazione dispositivi in Phoscon/Deconz ed in Home assistant
- Compatibile solo con coordinator di Dresden Elektronik
- Add-on piuttosto pesante che consuma progressivamente più RAM e CPU
Vantaggi e svantaggi della soluzione Phoscon / Deconz

Zigbee2MQTT

Con questa soluzione il coordinator comunica con un’add-on (che può anche essere installato da solo su un Raspberry Pi zero, per esempio), il quale instrada i messaggi ZigBee trasformandoli in messaggi MQTT al Broker MQTT, anch’esso un add-on di Home Assistant (ad esempio Mosquitto Broker), il quale a sua volta comunica all’integrazione di Home Assistant.

Elenco (non ufficiale ed esaustivo) dei dispositivi testati e funzionanti con Zigbee2MQTT

Percorso dell’informazione ricevuta dal coordinator fino ad arrivare ad Home Assistant con Zigbee2MQTT
Vantaggi e svantaggi della soluzione Zigbee2MQTT

Zigbee Home Automation (ZHA)

Quest’ultima soluzione è una integrazione nativa, senza alcun add-on, che comunicando direttamente con il coordinator gestisce in modo integrato ad Home Assistant eventi e comandi ZigBee. Si configura ed utilizza direttamente dall’interfaccia utente di Home Assistant.

Elenco (non ufficiale ed esaustivo) dei dispositivi testati e funzionanti con ZHA

Percorso dell’informazione ricevuta dal coordinator fino ad arrivare ad Home Assistant con ZHA
Vantaggi:
- Soluzione più semplice da utilizzare (zero configurazione!)
- Compatibile con molti coordinator diversi
- La più efficiente e leggera per l'hardware
- Garantisce i minori tempi di latenza gestendo direttamente gli eventi
Svantaggi:
- La mappa è certamente migliorabile
- Attualmente la meno utilizzata delle integrazioni
Vantaggi e svantaggi della soluzione ZHA

Conclusioni

Come hardware il mio consiglio è duplice. Se da un lato non posso che consigliare la Conbee II che utilizzo personalmente per casa mia e si è sempre comportata molto bene, dall’altro lato i coordinator basati su CC2538 come quelli linkati nel paragrafo relativo sono un’alternativa interessante con una portata ancor più ampia e possibilità ulteriori (come l’Hat per Raspberry decentralizzato). A voi l’ardua scelta 🙂

Come integrazione, invece, la mia preferenza è senza dubbio per Zigbee Home Automation (ZHA). Tra le tre integrazioni è quella tecnicamente più performante, più leggera per l’hardware su cui gira e soprattutto più semplice e comoda da utilizzare, essendo integrata in Home Assistant e non richiedendo alcuna configurazione YAML. Si aggiunge l’integrazione, si sceglie dalla casella a discesa la porta di comunicazione cui è collegato il coordinator e… finito. Molto probabilmente sarà anche quella su cui gli sviluppatori dell’hub punteranno più di altre per il futuro, essendo da loro sviluppata.
Per dovere di cronaca riporto anche un possibile motivo per scegliere Zigbee2MQTT che, essendo un software trasversale nel senso che non funziona solo con Home Assistant ma con altri hub domotici che supportano MQTT, ha modo di avere più attenzione da parte degli sviluppatori raccogliendo un bacino di utenza più ampio.
Ciò nonostante la mia preferenza resta per ZHA in quanto l’architettura che ne sta alla base è secondo me migliore e corrisponde a quel che avrei pensato di realizzare io se mi avessero commissionato la realizzazione di un’integrazione del genere.

Non c’è quindi motivo, dal mio punto di vista, per scegliere un’integrazione più complessa senza che questa complessità porti alcun beneficio. In principio ZHA era poco utilizzata ma le cose sono già parecchio cambiate, come riporta la pagina Analytics di Home Assistant.

Non perderti i seguenti articoli su Zigbee!

Nel prossimo articolo dedicato a ZigBee troverai degli aspetti più tecnici di questa tecnologia: come scegliere il canale migliore, come estendere e pianificare la copertura e altre utili informazioni sul funzionamento della rete ZigBee.
Nel terzo ed ultimo capitolo della saga trovi descritto ZHA, con la relativa configurazione e come gestire i dispositivi.
Se usi telecomandi/interruttori che agiscono su dispositivi Zigbee non perderti inoltre l’articolo che spiega come attivare il binding diretto che ha tanti vantaggi.

Ti è piaciuto questo contenuto?

Se ti è stato utile l’articolo che hai letto potresti pensare di darmi una mano offrendomi un caffè!
Oltre ad aiutarmi a star sveglio nelle nottate di ricerche e scrittura mi daresti una mano concreta nel sostenere le spese del server web, incentivandomi a produrre altri contenuti di qualità.
(se non vedi il tasto di seguito clicca QUI)

Henrik Sozzi

Sono un analista programmatore per lavoro e per passione. Amo la domotica, la stampa 3D e la tecnologia in generale.

Questo articolo ha 29 commenti.

    1. Henrik Sozzi

      Grazie mille, spero possa aiutare qualcuno ad orientarsi e farsi una propria opinione che è sempre la cosa migliore.

  1. Franco

    Finalmente una guida che orienta in maniera chiara e semplice, non dando nulla per scontato.
    Non è da molti avere capacità di trasferire conoscenze e abilità, soprattutto in ambito tecnico.
    Complimenti. La seguirò volentieri; sono certo che moltissimi miei dubbi saranno fugati. Grazie

    1. Henrik Sozzi

      Grazie, troppo gentile! Beh questa guida magari non te li toglierà tutti i dubbi ma con le prossime che sto scrivendo spero di togliere diverse perplessità e dare delle informazioni che tante volte vedo sono ignorare o sottovalutate (giustamente! Non è facile orientarsi, specialmente a chi approccia questo mondo)

  2. Aspied

    Questo articolo è lacunoso e fuorviante e tralascia la soluzione più semplice ed ovvie. Per esempio Amazon echo plus ha un hub ZigBee che funziona con tutte le marche dove io ho collegato già Ikea (prese e lampadine), Philips (lampadine) ed altre marche varie di interruttori. Tutto funziona alla perfezione. Perché voler omettere tale tipo di soluzione molto semplice e flessibile? C’è interesse a farla più complicata di quello che è?

    1. Henrik Sozzi

      Caro Aspied, forse ti sfugge che il contesto della guida sia Home Assistant (il titolo inizia così non per caso…). La soluzione da te citata, valida e legittima, non è in alcun modo pilotabile da Home Assistant, pertanto non può essere in alcun modo presa in considerazione. Con le integrazioni elencate i dispositivi connessi sono disponibili all’utilizzo al pari di qualunque altro collegato in wifi per mezzo del coordinator e dell’integrazione, il tutto in modo totalmente locale e privo di qualunque cloud. Come li stai usando tu, invece, i dispositivi possono essere comandati solo da Alexa, passando per il cloud (per il riconoscimento vocale) e non avresti modo di gestirli o interrogarli da Home Assistant.

  3. luca

    Ciao, complimenti ottima guida…
    Quindi tu sceglieresti CC2538 + CC2592?
    Ho deciso di eliminare il mio hub smartthings, collegato ad HA, ogni tanto qualche dipositivo non compatibile al 100% si disconnette… vorrei qualcosa di più stabile.
    Ero orientato su Conbee II, ma la tua guida mi ha fatto venire il dubbio.
    Sono su raspberry p3, quindi vorrei qualcosa che non appesantisse il sistema, ed ho già almeno 30 dispositivi zigbee.
    Cosa mi consigli?

    1. Henrik Sozzi

      Ciao Luca, grazie 🙂
      Si, sarei tentato. Nel gruppo facebook Home Assistant Italia tanti utenti sono molto soddisfatti dai coordinator di Giovanni Castania (che ho linkato nell’articolo), per questo mi sento di consigliarlo seppure non li abbia provati in prima persona.
      Se devo però dare un consiglio sulla mia personale esperienza non posso non consigliare la Conbee II che, con ultimo firmware, è davvero stabile e ben funzionante.
      Nella tua condizione, ancor di più però, vale la mia analisi riguardo la pesantezza delle integrazioni. Ovviamente con risorse hardware più scarse (p3) è ancor più importante non sprecare cicli di elaborazione e memoria. Motivo per il quale ti suggerisco caldamente di usare ZHA in quanto estremamente più leggera delle altre due soluzioni, che richiedono una o due add-on esterni che vanno ad appesantire l’hardware, oltre che rallentare e complicare la gestione.
      La mia è una posizione un po’ in controtendenza in quanto la maggior parte degli utenti usa Zigbee2mqtt ma vedo che tutti quelli che sono passati a ZHA sono pienamente soddisfatti e mi hanno dato ragione 🙂 A volte bisogna forzare un po’ la mano per cambiare lo status quo per vincere le resistenze del “si è sempre fatto così” 😉

  4. luca

    Grazie del consiglio,
    anche se in futuro ho intenzione di fare un upgrade hardware sul pi4, per il momento tutto funziona bene, quindi il primo step che mi sento di fare è l’integrazione di un dongle zigbee, che è quello che mi sta creando maggiori grattacapi con smartthings.

  5. Luca

    Invece conbee II con ZHA come lo vedi?

    1. Henrik Sozzi

      Eh, è la mia configurazione 🙂 Funziona molto bene!

  6. Marco

    Ottima guida, grazie! Aspetto le altre!
    Ho un dubbio.. ma se ZHA e’ un’integrazione diretta di HA, il coordinator DEVE essere collegato allo stesso sistema che ospita HA? Per la collocazione del mio pi4 non posso collegare direttamente li’ il coordinator, non raggiungerebbe nessun sensore. E anche se ne prendesse qualcuno in mente ne ho solo a batteria e quindi non rilancerebbero la connessione verso altri hop (se ho capito bene come funziona la mesh; anzi che dispositivi zigbee sono alimentati a parte le hue?).
    Avevo quindi pensato a un Pi0 strategicamente installato.. con Deconz funzionerebbe perche’ sono entita’ logiche separate.

    1. Henrik Sozzi

      Grazie mille! Esatto, hai capito benissimo. Per risolvere il problema hai due possibilità: la prima, che hai già individuato da solo, è quella di usare dispositivi zigbee alimentati che fanno da router creando così una “strada” verso i dispositivi a batterie non direttamente raggiungibili. Io ho adottato questa soluzione avendo il Raspberry con Conbee II in mansarda e arrivando con ZigBee fino in cantina, passando da primo piano e pian terreno. L’altra soluzione è usare un hat (linkato nell’articolo) di Giovanni Castania con un Pi0 oppure un Sonoff ZBBridge con firmware modificato che puoi mettere dove vuoi. ZHA usa la chiavetta tramite una porta seriale quindi rendere remota la porta seriale è piuttosto semplice (viene fatto con ser2net). A te la scelta 🙂

  7. Mathias

    Ottimo articolo Henrik!
    Grazie a questa guida ho capito perfettamente il funzionamento della tecnologia ZigBee.
    Sono ancora agli inizi, ho un’installazione di HASSIO su Raspberry pi4, personalmente penso che mi orienterò per un Conbee II con ZHA come da tue indicazioni. Per questo però aspetto la tua guida per l’installazione e configurazione di ZHA! 😉
    A presto

    1. Henrik Sozzi

      Grazie mille! Sono contento di essere riuscito nell’intento 🙂 La guida per installare e configurare ZHA è la prossima nel mirino…

  8. Herik

    Ciao Henrik, occhio che la soluzione hat non è praticabile se hai un minipc come me, o simili, perché sottintende la presenza di un raspberry o simili, quindi devi averlo come appoggio, io personalmente l’ho messo su un vecchio 3 che mi fa da server di stampa installando zigbee2mqtt su di lui, che poi comunica verso il broker mqtt (nel mio caso è il router OpenWRT messo dopo il modem di infostrada e prima degli access point apple che uso).

    1. Henrik Sozzi

      Ciao Herik, per questo nel testo ho scritto (cito): “schede HAT da collegare a Raspberry Pi, anche Pi Zero W.”
      Grazie comunque, interessante avere il broker mqtt sul router 👍🏻

  9. Andrea

    Ciao Henrik, complimenti per la guida!
    Sono da poco nel mondo della domotica con un Raspberry4 + HA e cercando un dongle zigbee sono capitato qui!

    Ho visto le CC2538 + CC2592 oltre che la ConBee2 e mi sembra che l’unica differenza è che la ConBee2 non supporta Zigbee3.0, giusto? Può essere un fattore cardine per scegliere la CC2538 rispetto la ConBeee2?

    Grazie!

    1. Henrik Sozzi

      Ciao e grazie! 🙂
      Hanno una differenza nel numero di device supportati ma non mi è ancora chiaro esattamente quali siano i limiti, sto aspettando le risposte ufficiali di Dresden Elektronic. Ad ogni modo entrambe ne supportano tanti, secondo me non è un motivo per preferirne una o l’altra in un impianto domestico.
      Altra differenza è la portata, una CC2538 + CC2592 con antenna esterna ha più portata di Conbee II che ha antenna interna (e comunque già copre un mio piano da 60 mq + parte del piano sottostante).
      A quanto mi risulta, invece, zigbee 3 lo supportano entrambe le chiavette ed è più un’implementazione software che hardware.

  10. Luigi

    Ho riletto questa guida (complimenti) e dopo aver ordinato la “chiavetta” di Giovanni Castania con cc2538+cc2592 la sua maggior copertura a leggere il tuo cenno a problemi di compatibilità mi sorge il dubbio. ZHA o Zigbee2MQTT?

    1. Henrik Sozzi

      Grazie 😊 Se hai modo io ti direi di provare ZHA, se poi rilevi problemi allora vai con Zigbee2mqtt. Ma una volta abituato alla semplicità e linearità di zha ti sarà difficile 😁

  11. Fabio Bianconi

    Complimenti per la guida, ben dettagliata e piena di informazioni utili.
    Anche gli altri articoli sono ben fatti, complimenti.

    Ci sono altre differenza tra ZHA e Zigbee2mqtt oltre a quelle descritte?
    Zigbee2mqtt funziona ad eventi, è asincrono, ZHA funziona allo stesso modo?
    Grazie

    1. Henrik Sozzi

      Grazie mille! 🙂
      Non conosco i dettagli tecnici di come siano realizzati internamente (sono un programmatore ma purtroppo non programmo in Python altrimenti un occhio gliel’avrei dato) ma so che da una certa versione la programmazione asincrona è diventata un must per i componenti custom quindi deduco che le integrazioni ufficiali per prime lo siano tutte, in particolar modo ZHA che è l’integrazione ufficiale Zigbee. Il fatto che funzioni ad eventi credo proprio di si ma in quel contesto le due integrazioni che citi funzionano in modo differente: zigbee2mqtt lato integrazione funziona con l’MQTT client che riceve comandi via MQTT dal broker e quindi gli basta essere in ascolto sul socket ma internamente all’addon zigbee2mqtt fa la stessa cosa che fa ZHA direttamente nel contesto operativo di Home Assistant: comunica con il coordinator Zigbee. E lì dipende da come sia il protocollo di ogni firmware/coordinator, cosa che non conosco così nel dettaglio. Ma una cosa è certa: sia l’addon zigbee2mqtt che ZHA devono far uso del protocollo quindi se questo è ad eventi asincroni sfrutteranno tale peculiarità anch’essi. A naso, usando Conbee II, posso dire che è ad eventi asincroni in quanto gli eventi vengono ricevuti da HA con una latenza bassissima, quando premi un interruttore sembra di aver premuto un interruttore fisico tanto è veloce la reazione.

Rispondi